Digitare rimescolare assopirsi sul tasto ultimo, la i,
la o di Otranto, forse solo l’attesa, bianca, il grido
d’un cantico, a metà tra il venire e il rinviare,
allarmi siam studenti, gaudenti, rinnovati
ad uno ad uno gli ultimi pastori ritornano alle loro
case, la rossa, la bleu, l’arancione a vista di nuovi greggi.
Vorremmo suonare anche noi, con voi, le zampogne, imparare
ad otturare e a liberare i buchi dal fiato profondo,
il respiro, gli affanni, i tubi delle acque piovane,
questa notte di dicembre che alba ancora non è.
Promessa la specie campa la speranza. Alleluia, alleluia.
Gli ultimi bui avanzano verso la collina, prenderei quello mediano,
quello dal tono di lassù.