orme del caos

letteratura e arte.......................................................................................................................................................................................

Chi sono

Utente: ormedelcaos
c'è uno spazio che separa e un qualcosa che unisce nella differenza a possedersi.

Partecipano

Foto recenti

Blog video: Cantateci l'alba
Blog video: Questo frastuono_0001
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 31 dicembre 2008

 
 
Non dirci.
Dicci solo è così,
è così che ci appressiamo
all’oggetto amoroso
approcciamo lo spazio
e il bello
il tondo e il tondeggiante
ancora e ancora
 
 
 
postato da: ormedelcaos alle ore 10:23 | link | commenti
categorie: scrittura, erotismo

Auguri

Facciamo parte di noi
di esseri, così, tra una smorfia
e un sorriso;
tra un saluto e un affanno.
Gradisci questi miei auguri
di fine d'anno.
Ché l'anno nuovo sia migliore!
Migliore di questo che sta passando.
Migliore di quelli che ci consentirono
di conoscerci; e di
 porgerci così
questi Auguri, che ora, io qui,
ancora qui ti faccio.

 

 

 


postato da: ormedelcaos alle ore 08:49 | link | commenti
categorie: auguri
martedì, 30 dicembre 2008

 
 
 
Adornasti il presepe lo facesti bello
e adornasti te pure in minigonna
o luna, tu luna, tu in cielo
dicci dei rami, parlaci dei fiori
il rosa, il ciclamino, la specie, le viole
cademmo, cademmo da lì
ma attraversammo poi sulle strisce
le grandi strade
 
 
postato da: ormedelcaos alle ore 10:46 | link | commenti (2)
categorie:
domenica, 28 dicembre 2008

 

 

Quando le parole perdono senso
quando non dici più e il tempo passa.
Forse è così vivere, forse è amare
il non tempo.
E' domani, è domani.
 
 
 
 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 09:12 | link | commenti (3)
categorie:

 
Senza titolo
 
 
 
 
Questo tempo così indefinito, lungo
che oscura l'orizzonte in largo,
questo tempo che dice domani sì
e dopodomani no,
questo tempo dei peccati
e delle pene, mi prese di marzo:
Il sole sorge alle 7 e 20 e tramonta
alle 17 e cinquanta, circa.
Questa libertà del pensare e del tendere
mi prese a disfare di te [complemento]
come l'acqua fa con la sabbia
e la ruggine col ferro;
l'attesa e un biglietto del tram.
Eri tu. Certo che
eri tu.
 
 
 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 07:57 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 24 dicembre 2008

Appartenenza

 
 
 
 
 
 
Quando non ci siamo appartenuti
e non sappiamo, così,  se darci
i nostri Auguri. Come questa sera,
che sembra più breve del solito.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
postato da: ormedelcaos alle ore 16:20 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 22 dicembre 2008




Buone Feste






Ci sono lucine appese al silenzio
e ancora nebbia
tra la notte e una stella





postato da: bandaWARUMO alle ore 10:41 | link | commenti (3)
categorie:

 

 

Buone Feste!
 
 

 

C'è dell'altro più avanti
vieni, dammi la mano

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 10:06 | link | commenti (2)
categorie:

postato da: ormedelcaos alle ore 10:05 | link | commenti (1)
categorie:

Lettera di Natale


 
 
Se c’è un racconto, se c’è una storia o una bella favola, se c’è un qualcosa che non faccia lievitare questo silenzio, prova a narrarla come fosse Natale, come se dovesse ancora nascere tra il buio e l’asinello, come se Maria fosse ancora la nostra mamma e Giuseppe qualcuno di famiglia; magari che ci accomoda il tavolo se è ancora rotto, oppure la sedia dove mi siedo io; di legno e di paglia.
La vorrei forse più grande, la mia sedia, grande da poter mangiare come voi grandi a tavola la sera di Natale. E così aprire da adulto i miei regali, quelli che riceverò se qualcuno quella sera penserà a me, e si ricorderà che esisto anch’io in questa parte del mondo dove ancora non nevica, ma che è quasi vicino al troppo freddo. Quel freddo cane che ti prende quando cammini solo per le strade e guardi le vetrine, e non sai cosa comprare; perché non hai a chi regalare il tuo sorriso.
Ecco, forse vorrei un sorriso per la notte di Natale, un sorriso che faccia sorridere un po’ anche me quando poggerò nel presepio Gesù Bambino, quello che mi somigliava tanto quand’io ero piccolino e che ora non mi somiglia più, pur mettendomi magari una barba finta e donando qualche gioco ad un bambino lungo la via, io  vestito di rosso.
Chissà perché le feste mi portano tristezza, chissà perché vorrei che non venissero mai queste feste, specie quella di Natale: quando ti giri intorno e non sai cosa fare, e la casa è vuota se non ci sei tu che tornerai. Non potrai tornare, e, così, ancora una volta resterò solo a fantasticare ciò che non è più; e vorrei che ritornasse.
Neanche il presepio è più vero, così come l’albero ricco di colori vuoti. Un vuoto che splende quanto più grosso è il vuoto delle palle colorate: magari rosso lucente o verde, o anche solo bianco di neve con le stelline sopra. Quella notte lì, io  non ero ancora nato, ma, se fosse stato come adesso, chissà se sarei andato a curiosare insieme ai miei genitori. Mamma mi avrebbe detto: Dai vestiti, mettiti il vestito nuovo che andiamo alla capanna a vedere Gesù che dovrà nascere. Io magari col mio videogioco a dirle: Dai, aspetta ancora un po’ che sto per finire la partita; e magari l’avrei portato anche dietro, quel gioco,  nel seguire la stella che ci avrebbe condotto alla capanna. Magari lei, accortasi, non mi avrebbe detto nulla lungo la via, ma poi, arrivati lì, ad alta voce - per mettermi in difficoltà -,  mi avrebbe detto: Che dici Walter, lo regali questo tuo bel videogiochi a Gesù Bambino?
E io non so cosa avrei risposto.
postato da: ormedelcaos alle ore 09:58 | link | commenti
categorie: